Ultima modifica: 10 Marzo 2019

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  • A tutta la comunità scolastica

Un saluto al Professor Valerio Pochini

 La settimana scorsa è venuto a mancare Valerio Pochini, professore di matematica e fisica della sez. A. Una perdita terribile e improvvisa che ha lasciato tutti profondamente addolorati. E’ difficile trovare le parole per esprimere quello che tutti a scuola proviamo, eppure una studentessa, Chiara G. della IV A, ci è riuscita, leggendo nel giorno delle esequie una lettera che oggi, con il suo permesso, Vi riporto. Le sue parole diventano così le nostre parole, quelle di tutta la comunità del Liceo Orazio che, in questo momento di sgomento e dolore, si stringe in un ultimo struggente saluto.

Caro professore,
mi affascina pensare che ovunque si trovi adesso, possa sentire ancora il rumore del gesso che stride sulla lavagna, la campanella che suona all’ora della ricreazione, gli schiamazzi e le risate dei ragazzi nel cortile di scuola: tutto ciò per cui ha vissuto e che ha amato fino all’ultimo giorno.
Ammetto il fatto che non è stato facile inizialmente instaurare un rapporto con lei; le persone più buone e sensibili spesso tendono a difendersi, armandosi di una corazza in modo da celare le proprie debolezze. La sua ironia tagliente e la sua freddezza, che inizialmente ci hanno portato a distaccarci da lei, saranno le cose che terremo sempre dentro di noi con maggiore cura.
Non le diremo, come succede spesso in questi casi, che amavamo tutto di lei. Ma tra discussioni, e incomprensioni, con il tempo siamo riusciti a stabilire un equilibrio. Ci ha donato il suo amore per il lavoro e la sua infinita pazienza, valori piuttosto rari ai giorni d’oggi e tra una battuta pungente e l’altra è riuscito sempre ad allietarci le lezioni.
In cambio noi siamo felici di averle trasmesso la nostra vitalità, anche se spesso non nel modo che lei avrebbe voluto, ma che siamo sicuri le abbia riempito il cuore.
Al di là dell’insegnamento della matematica, penso che lei abbia avuto un ruolo molto più importante, che va oltre la didattica. Ci ha trasmesso il senso del sacrifico, ha lottato fino all’ultimo come un soldato per ciò che era la sua passione, ci ha mostrato giorno per giorno che la volontà è in grado di vincere persino il peso della malattia e credo che questo debba spronare ognuno di noi a non mollare mai e a non crearsi dei limiti immaginari e false scusanti, perché se si vuole raggiungere un obbiettivo è necessario combattere con le unghie e con i denti fino all’ultimo respiro.
Lei è diventato per noi un modello di vita, un esempio da seguire ed è bello pensare che abbia trascorso tutta la sua vita tra i banchi di scuola, rimanendo sempre un giovane ragazzo del liceo, nonostante passassero gli anni…

Si ricordi che avrà sempre un posticino dentro ognuno di noi, ora ci dobbiamo salutare…la campanella sta per suonare, arrivederci prof!

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Maria Grazia Lancellotti

(firma autografa sostituita a mezzo stampa art. 3, co. 2, DLvo 39/93)




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